Sabato, 21 Settembre 2013 00:13

Santeria

Santeria Santeria

Il termine "santeria" è stato coniato dagli spagnoli per denigrare quella che a loro pareva una eccessiva devozione ai santi da parte dei loro schiavi, che andavano in questo modo a non comprendere il ruolo principale di Dio nella religione cattolica.

Questo atteggiamento nacque da una costrizione imposta loro dagli schiavisti: la proibizione tassativa, pena la morte, di praticare le proprie religioni animiste portate con loro dall'Africa occidentale, li costrinse a trovare una soluzione per aggirare questo divieto e cioè di celare, nel vero senso della parola, dietro l'iconografia cattolica i loro Dei così da essere liberi di adorarli senza incorrere alla crudeltà dell'oppressore. In tal modo i dominatori spagnoli pensarono che gli schiavi, da buoni cristiani, stessero pregando i santi quando in realtà stavano di fatto conservando le loro fedi tradizionali.

"Santeria" è, o è stato, un termine dispregiativo. I praticanti spesso preferiscono altri nomi come Lukumi o Regla de Ocha.

La Santeria cubana è una religione monoteistica, il Dio Si chiama Oloddumare, che ha però numerose "emanazioni" che sono i cosiddetti "orisha" (Santi), per cui sembrerebbe una religione politeistica mentre in realtà, adorando le diverse emanazioni dell'unica divinità, Oloddumare, appunto, si adora l'unico Dio.

L'influenza della Santeria sulle espressioni culturali tipicamente cubane è marcata, soprattutto nell'ambito della danza e della musica. Brano simbolo che racchiude tutta la magia della santeria è ¿Y QUE TU QUIERES QUE TE DEN? del maestro Adalberto Alvarez inframezzato da canti in lingua yoruba, stessa lingua con cui ancora si officiano i riti. La danza altrettanto si ispira ai riti d'origine Yoruba. Ogni santo ha un suo caratteristico movimento che lo distingue dagli altri.

Le principali divinità della Santeria cubana sono comunque simili se non identiche a quelle delle altre religioni afro-americane. Si tratta di una sorta di pantheon dove però, oltre alle varie divinità, si trovano dei concetti astratti a dimostrazione di un discreto livello di sviluppo religioso, filosofico e metafisico. Ad esempio la trilogia Olofi-Olordumare-Olorun che semplificando sono il creatore-la legge universale-la forza vitale (una sorta di Santissima Trinità) sono fonte dell'Aché, il dono, la grazia, l'energia spirituale. Per alcuni non si tratta di una trilogia, ma di un Dio unico, quindi la santeria sarebbe una religione monoteista, e i rimanenti Orishas dei semidei (esseri umani che in vita hanno fatto grandi cose ed una volta morti sono stati eletti al rango di divinità) che impersonificano la natura con funzione di messaggeri della divinità primordiale. Questi ultimi (circa 400 nella religione originale Yoruba, una quarantina nella Santeria, di cui solo una quindicina quelli conosciuti dalla maggioranza dei fedeli) ricordano per contro parecchio la mitologia greca con le varie divinità antropomorfe in guerra, che si rubano le compagne, si vendicano, stuprano, si alleano e si proteggono vicendevolmente.

Alcuni dei principali Orishas (santi) della Santeria cubana semplificando sono:

eleggua - Elegguà: Dio bambino, dispettoso, messaggero, che detiene le chiavi del destino. Nei rituali ha il privilegio di essere sempre il primo (abre el camino). È protettore di viaggiatori, strade ed incroci. Cattolicizzato con Sant'Antonio di Padova, i suoi colori sono il rosso e il nero.
obatala - Obatalà: Primo tra gli Orishas. Il creatore della terra. Divinità pura per eccellenza, ama la pace ed è misericordioso. È il dio della testa, del pensiero e dei sogni. Cattolicizzato come la Vergine "de la Mercedes", il suo colore è il bianco.
yemaya - Yemayà: Madre della vita e degli altri dei. Moglie o, secondo le versioni, figlia di Obatalà. Dea dell'acqua salata e quindi del mare come fonte primordiale di vita. Protettrice delle partorienti, di pescatori e marinai. Corrisponde alla Vergine Maria (Nuestra Señora de la Regla, patrona della Baia di L'Avana). I suoi colori sono il bianco e l'azzurro.
chango - Changò o Shangò: Dio della virilità, della mascolinità, del fuoco, di fulmini e tuoni, della guerra, della danza e della musica in particolare dei tamburi. Forse ispirato ad un mitico re Yoruba del regno Oyo. Innumerevoli le sue avventure amorose e i litigi con i rivali. Le sue presunte mogli o amanti sono almeno tre: Ochun (vedi sotto), Oyà (dea guerriera del vento, moglie di Oggùn che per questo é rivale e nemico di Changò), e Obba (dea del cimitero, eterna innamorata di Changò che per lui si tagliò un orecchio), ma è certo che è stato con tutte le donne del pantheon Yoruba. Figlio indesiderato di Yemayà, frutto di uno stupro, ma protetto da Obatalà. Il santo cattolico è come per Obatalà stranamente femminile ed è Santa Barbara. I suoi colori sono il bianco e il rosso.
ochun - Ochùn o Oshùn: Il corrispettivo femminile di Changò (di cui è amante). Dea dell'amore, della bellezza, della femminilità e dei fiumi. Un po' "coquette" protetta da Elegguà e Yemayà. Cattolicizzata come la Vergine "de la Caridad del Cobre" (patrona di Cuba). Colore il giallo, l'oro.

orula

- Orula: La divinazione personificata, principale benefattore del genere umano perché gli svela il futuro e lo consiglia. Pure figlio di Yemayà, ma da un rapporto incestuoso con il figlio Oggùn, un montanaro solitario e irascibile, dio del ferro - San Pietro), salvato dall'ira di Obatalà da Elegguà e protetto dal fratello maggiore Changò. Identificato in San Francesco d'Assisi e i colori sono giallo e verde.
babalu - Babalú Ayé: Dio guaritore di numerose malattie veneree, della pelle, della lebbra, del colera, delle infermità in genere ecc. Per questo è dunque associato a San Lazzaro. I colori sono bianco e blu. Questo in Africa era il santo principale e più venerato, all'Avana esiste un santuario in suo onore (Rincon), dove si recano ogni anno il 17 dicembre migliaia di infermi.
oggun - Oggùn: Orisha fabbro, forgiatore di metalli e mentore di tutti coloro che con i metalli hanno a che fare, soldati e armigeri compresi. Per estensione di culto viene anche associato alla guerra e alla violenza, in associazione-antitesi a Changò, del quale è anche rivale in amore per essere stato, secondo un'antica Patakì ( leggenda ), sedotto e poi abbandonato dall'avvenente Oshùn, la quale usò le sue grazie al solo scopo di riportarlo verso gli uomini, dai quali si era distaccato per disgusto. Oggùn è un Orisha temuto per il suo carattere poco socievole e per la potenza delle sue armi, anche se non viene annoverato tra le entità malefiche. Egli è solo l'archetipo delle manifestazioni violente insite nella natura umana. Il sincretismo con la Religione Cattolica lo associa a San Pietro, forse a causa di alcune manifestazioni di irruenza da parte del Padre della Chiesa.
aggayu - Aggayù Sola: Divinitá maschile identificato con San Cristoforo. Patrono delle forze terrene, della terra secca, del deserto e dei vulcani. Nella mano stringe un “TOMAHAWK” (ascia di pietra e legno). Veste fondamentalmente di bordó- marrone ed altri nove colori.
oya - Oyà: Divinitá femminile identificata con Santa Teresa di Gesù, la Vergine della Candelaria e la V. del Carmen. Utilizza un “ERUKE” (coda di cavallo per le sue danze). Veste di bordeaux con delle applicazioni colorate.
ochosi - Ochosi: Divinitá maschile identificata con San Norberto e Sant’ Alberto. Dio della caccia e dei cacciatori. Protettore dei carcerati e dei latitanti. É armato di “ARCO E FRECCE”. Ochosi insieme a Oggún ed Elegguá formano la trilogia dei guerrieri del PANTHEON YORUBA.
obba - Obba o Obba Yurú: L’oricha, figlia di Obatalá, identificato con Santa Rita da Cascia, Santa Caterina da Siena e Santa Caterina d’Alessandria.

Queste alcune delle divinità maggiori della Santeria. Ce ne sono poi un'infinità di minori.

I sistemi di divinazione sono quattro:

- Il sistema di divinazione Diloggún utilizza la conchiglia, che anticamente in Africa veniva usata come moneta. Il santero lancia 16 conchiglie leggendone 12. L'interpretazione e il responso viene fatta in base al numero di conchiglie cadute con la parte concava in alto.

- Il sistema divinatorio Biague necessita del cocco, che viene usato come offerta rituale donata agli Orisha e in onore degli antenati. Si lanciano in aria quattro parti di cocco e il responso viene determinato a seconda della posizione che assumono sul pavimento.

- Il sistema divinatorio Ékuele che utilizza uno strumento particolare, una catena formata da otto parti. La catena viene lanciata in aria e a seconda di come sono posizionati i pezzi si può interpretare il responso della divinazione, che è arricchito da una serie di proverbi e racconti, inerenti al problema affrontato.

- Il sistema divinatorio Tablero de Ifá richiede lo spargimento di una polvere bianca magica ricavata da una zanna di elefante su un tavolo particolare i cui quattro lati sono abbinati ad altrettante divinità. Quindi vengono lanciate 16 conchiglie sulla tavola e vengono interpretate le loro posizioni assunte.

Letto 2149 volte Ultima modifica il Venerdì, 17 Ottobre 2014 15:13

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