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Sabato, 21 Settembre 2013 00:19

Percussioni

Percussioni Percussioni

I Bonghi furoni i primi strumenti ad essere usati nella musica cubana.
Come ci rivela il loro stesso nome derivano da tamburi africani importati a Cuba insieme alle tante tradizioni degli schiavi africani.

Essi furono i principali strumenti di percussione della musica popolare cubana. Derivano principalmente dai tambores de makuta, di origine congo-bantù, originariamente realizzati in un tronco di legno scavato.

A Cuba, a poco a poco migrarono dalla comunità africana a quella creola e furono costruite con doghe di legno, come le botti, con pelli bovine inchiodate e incollate prima, con il moderno sistema di tensione meccanica poi.

L'adozione di tiranti meccanici permise il montaggio di pelli abbastanza dure e spesse, con prestazioni e tecnica differente da quelle sottili.Anche l'accordatura divenne più facile e precisa. Di solito i tamburi vengono accordati tra loro per quinte o per quarte. Si trovano però accordature diverse in gruppi etnici diversi o, fuori dalla tradizione del folclore, tra musicisti diversi.

Vediamo brevemente tutti i colpi che possono essere eseguiti su di un singolo tamburo:

- Basso: Come dice il nome è il suono più grave prodotto dalla conga. Si esegue lasciando cadere la mano parallela alla pelle al centro del tamburo, appoggiando completamente il palmo della mano. La mano non rimbalza. Il pollice è chiuso. Un'altra tecnica consiste nel formare una sorta di coppa con la mano e portarla, sempre parallela alla pelle, al centro del tamburo. In questo caso la mano può rimbalzare senza produrre armoniche fastidiose.

- Tono aperto: È il suono più caratteristico della conga, la sua nota principale. Si esegue con la mano parallela alla pelle, dita chiuse. Il polso, tenuto morbido, accompagna il movimento della mano che colpisce la pelle in prossimità del bordo utilizzando tutta la superficie inferiore delle dita. Nota bene, tutta la lunghezza delle dita, escluso il polpastrello, si appoggia sulla pelle del tamburo e poi rimbalza lasciando la pelle libera di vibrare. Il pollice è ben aperto e rimane fuori dal tamburo. Un'altra tecnica consiste nell'appoggiare la mano come sopra e poi, facendo perno sul bordo di legno del tamburo, far sollevare le punte delle dita lasciando la pelle libera di vibrare. Questa tecnica va bene quando non si devono eseguire serie di colpi veloci.

- Lo slap o tapao: È un colpo secco e asciutto, il più acuto dei suoni della conga. Il polso accompagna la traiettoria della mano che si abbatte sulla pelle come una catapulta. La parte mediana della mano, dove il vostro chiromante legge la linea della vita, si appoggia sul bordo di legno del tamburo e lascia che le punte delle dita frustino la pelle. La mano è così rilassata che le dita non rimbalzano. La forza del colpo non si scarica perpendicolarmente alla pelle ma sullo stesso piano. Non è la pelle che suona ma l'aria schiacciata sotto i polpastrelli. Utilizzate tutte le dita escluso il mignolo (troppo corto) ed il pollice che resta leggermente aperto. Una variante di questo colpo (slap stoppato) si ottiene appoggiando la mano opposta sulla pelle e premendo leggermente con il palmo mentre si esegue il tapao. Il suono risulterà ancora più secco e asciutto.

- Palmo/dita: È una combinazione di due movimenti. Il primo è una sorta di basso un po' più leggero eseguito con il palmo della mano. Cercate di eseguirlo usando il meno possibile il braccio e quanto più è possibile il polso. A questo punto sollevate la punta delle dita facendo perno sulla base del palmo e poi abbassatela sollevando il polso. La mano rimane dritta anche se non rigida. I polpastrelli colpiscono la pelle con un suono secco e soffocato. Studiate questo movimento con calma sciogliendo il movimento dei polsi. Una mano per volta.

- Tono pressato: È una variante del tono aperto. Si esegue nello stesso modo solo che la mano non rimbalza. Arriva morbidamente sulla pelle e nello stesso tempo il peso della mano si sposta leggermente sulle punte. Il suono glissa leggermente verso l'alto. La mano deve essere molto rilassata.

- Slap aperto: È una variante del tapao che si usa principalmente per gli assolo o le sequenze veloci di colpi. La mano si appoggia al bordo di legno e le dita frustano la pelle rimbalzando velocemente. La mano rimane appoggiata al bordo e le punte delle dita a qualche centimetro dalla pelle del tamburo. Gli indici delle due mani convergono sulla linea mediana del tamburo.

- La conga: si può suonare da seduti, poggiata per terra, o in piedi, su di un supporto. Da seduti bisogna abbracciarla tra le gambe, inclinandola a destra e in avanti per i destri, a sinistra per i mancini. Se si aggiunge anche la tumbadora la si colloca di fronte al ginocchio destro, più vicina possibile alla conga. Le mani devono poggiarsi sulla pelle in modo naturale. Le spalle e le braccia rilassate devono formare un angolo di circa 90°. Le mani non sono parallele ma convergenti verso il centro del tamburo.

Gli strumenti a della musica afro-cubana hanno avuto diverse origini, non solo africane ma anche europee ed asiatiche. Essi sono il risultato di secoli di fusione tra culture diverse, di elaborazioni e di sviluppo.

Tra quelli propri di origine africana vanno ricordati:

bata - I batà sono tamburi sacri a forma di clessidra asimmetrica fornita di due pelli alle estremità. Iyà è il più grande, Itòtele il medio e Okònkolo il più piccolo. Sono accompagnati da un sistro di metallo chiamato atcheré.
agbe - Gli agbé o guiros altrimenti conosciuti come chekeré sono zucche di diverse dimensioni ricoperte da un intreccio di semi o conchiglie. Si suonano in gruppi di tre. Il più piccolo si chiama cachimbo o golpe, il medio segundo ed il più grande caja. Spesso sono accompagnati da guataca o agogo, idiofoni metallici a percussione.

- I tamburi bembé sono tamburi a una pelle scavati in tronchi di palma. Anche questi si suonano in gruppi di tre: erun, obbatà e Iyà.

- I tamburi Iyesà sono gruppi di quattro tamburi cilindrici suonati con bacchette. Dal più grave al più acuto si chiamano caja, segundo, tercero e bajo (suonato con le mani). Sono accompagnati da agogo e chekeré.

Arrivati insieme agli schiavi congolesi:

- I tamburi makuta, tamburi ricavati da un tronco scavato, diretti progenitori delle congas.

- I tamburi di Yuca, lunghi e cilindrici, suonati con la mano nuda e una bacchetta, sono divisi in cachimbo, mula e caja.

marimbula - La marimbula è usato come basso nella versione più arcaica del son. Si tratta di una scatola di legno trapezoidale su cui sono applicate lamelle di acciaio intonabili.
bongo - I bongos sono due piccoli tamburi uniti insieme da un pezzetto di legno. Il tamburo più piccolo si chiama macho il più grande hembra, ma spesso vengono considerati un solo strumento. Non si sa bene da quale strumento africano derivino ma nascono nella provincia orientale di Cuba come accompagnamento del primo son.

Dalla combinazione di elementi europei, africani e forse indios, sono nati strumenti ibridi, divenuti poi tipicamente cubani. Ecco i principali:

tres - Il Tres è una piccola chitarra fornita di tre corde doppie, usata principalmente per accompagnare il son.
bombo - Il bombo criollo è un adattamento della grancassa militare europea. viene utilizzato principalmente nelle sfilate del carnevale.

- I sartenes sono comuni padelle da cucina, inchiodate su di un asse di legno e suonati con bacchettine di metallo.

cencerro - Il cencerro o campana deriva dal campanaccio da mucca a cui è stato rimosso il batacchio. Viene tenuto in una mano mentre l'altra lo suona con un corto battente in legno. La tecnica, mutuata da quella dell'ekon abakwà, consente di ottenere due suoni distinti; uno aperto ed uno stoppato. Dopo gli anni trenta ne sono state introdotte altre versioni di misure differenti applicabili ai timbales insieme alla cajita china. Tra le più diffuse la campana mambo e la chacha.
timbales - Timbales La parola stessa deriva dal nome francese dei timpani sinfonici. Da questi ultimi deriva infatti il timbal criollo cubano. Originariamente in forma di caldaia di rame con pelli animali si chiamavano anche pailas e venivano suonati con sottili bacchette. Alla fine dell'800 la forma iniziò a semplificarsi da calotta a cilindro ed il materiale si impoverì divenendo prima legno e poi ferro.
guiro - Il guiro è un frutto essiccato sul cui dorso vengono scavati dei piccoli solchi paralleli su cui viene fatta scorrere una bacchettina. E'molto diffuso nella musica cubana.
cajones - I cajones sono scatole di legno da imballaggio di diverse dimensioni. Venivano usate dai creoli delle città che erano talmente poveri da non possedere neppure i tamburi. Pare che siano state utilizzate all'origine della rumba. Solitamente sono di tre dimensioni: mayor, segundo e tercero.
tumbadora - Le congas o tumbadoras sono tamburi a forma di barile con una pelle sulla bocca superiore.Derivano dai tambores de makuta, originariamente scavati nel tronco di un albero, poi realizzati a doghe di legno come le botti. Inizialmente la pelle veniva inchiodata sul bordo e scaldata prima dell'uso, da cui il nome congas de candela. Verso gli anni '30 comparvero le prime accordature meccaniche. Sono usualmente in tre misure: quinto, conga e tumba o tumbadora. Usate inizialmente nella rumba sono poi entrate a far parte della sezione ritmica tradizionale del son.

- La guataca, è un valido sostituto della campana in molti stili africani. Si tratta semplicemente della parte metallica della zappa suonata con una bacchettina di metallo.

clave - Le claves sono forse il più semplice ma anche il più celebrato strumento cubano. Sono due corti legnetti percossi uno sull'altro e rappresentano il riferimento ritmico di tutti gli altri strumenti. Costruiti con legno tropicale, duro e sonoro. Attualmente ne esistono due versioni: la clave criolla e la clave africana nella quale uno dei due legni è considerevolmente più grande dell'altro e cavo.
Letto 2335 volte Ultima modifica il Venerdì, 17 Ottobre 2014 15:13

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